Sword Art Online: cosa sono e come funzionano l’Incarnazione e la Proto-Incarnazione?

Dopo aver dato risposta a una buona parte dei quesiti in merito alla serie, è ora di passare all’argomento (per ora) più ‘scottante’ e che richiede sicuramente una spiegazione quanto più approfondita: l’Incarnazione (o Immaginazione).
Tra tutte le varie cose di cui si può parlare della serie l’Incarnazione è sicuramente quella più complessa da comprendere, ma allo stesso tempo è uno dei temi che ricorrono sin dagli inizi della serie e che sono stati più volte menzionati (indirettamente).
Per prima cosa parleremo di Proto-Incarnazione (uso “proto” per allinearmi al modo in cui viene chiamata in inglese), e poi dell’Incarnazione vera e propria, due concetti all’apparenza simili ma molto differenti.

Proto-Incarnazione

La proto-incarnazione è una sorta di incarnazione molto più debole e soggetta a certi limiti, oltre a non essere un vero e proprio “potere” dei mondi di giochi, ma piuttosto una sorta di funzione non voluta (anche se io credo che proprio tale non sia, ne parleremo dopo).

Il concetto che sta alla base di entrambe le incarnazioni è che ci sia una certa connessione diretta alla persona in questione.
Mentre nell’incarnazione normale si è connessi direttamente all’anima, etc…, nella proto-incarnazione c’è un semplice collegamento al cervello, ma si parla comunque di segnali che devono essere inviati e decodificati dal sistema, e nel momento in cui questi segnali non vengono compresi dal sistema, o meglio, sono così ‘potenti’ da causare effetti indesiderati, in quel momento, giustamente, avviene qualcosa di inaspettato, qualcosa in grado di “trascendere il sistema“.
Se normalmente qualcosa sarebbe impossibile, in seguito a delle emozioni veramente intense o degli stati d’animo che il sistema non riesce a comprendere, quell’impossibile potrebbe tranquillamente diventare possibile (proprio perché il sistema non riesce a capire cosa fare con quei dati e la nostra volontà lo oltrepassa), come se si stesse hackerando il sistema, o, utilizzando un termine che a molti piace, si tratterebbe di un deus ex machina (ovviamente insito nel sistema stesso).
Dopo aver snocciolato la semplice teoria, facciamo degli esempi di uso di Proto-Incarnazione.

La Corsa di Asuna

Il primo caso in cui si assiste a un uso della Proto-Incarnazione è nel decimo episodio della serie, oppure nei Capitoli 15 e 16 del 1° volume.
Questo, purtroppo, nell’anime non si capisce al 100% (all’inizio del capitolo 16 viene proprio fatto notare come fosse impossibile il fatto che Asuna fosse arrivata fino a lì in soli 5 minuti), ma l’uso un POV in 1° persona di Asuna che corre a velocità supersonica e poi quello scontro con Kuradeel in cui vediamo praticamente una gigantesca aura verde come a voler far intendere qualcosa di anormale sono sicuramente degli ottimi indizi.

Lo Scontro Finale Con Heathcliff

Questa volta abbiamo ben 2 casi di proto-incarnazione.
Il primo riguarda Asuna, che riesce a liberarsi senza apparenti motivi dalla paralisi.
Il secondo invece riguarda Kirito e il suo essere ritornato in vita una volta morto, che ricordo essere una trovata del regista Tomohiko Ito.
La scena vera e propria è totalmente diversa, e in questo articolo vi spiego come sarebbe dovuta essere veramente la scena.
Inoltre colgo l’occasione per ricordavi che anche gli occhi gialli sono una trovata della serie animata, e sono una grandissima cazzata, in quest’altro articolo ne parlo.
Per quanto riguarda Aincrad, quindi, Asuna vince 2 a 1 per quanto riguarda l’uso della proto-incarnazione.

Tuttavia…

Prima ho parlato di proto-incarnazione come una funzione non voluta, e viene considerata tale, ma vorrei porre la vostra attenzione su alcuni dettagli che, almeno secondo me, fanno capire che in realtà Kayaba fosse a conoscenza di questo potere.
Tengo a precisare che queste sono solo mie personali ipotesi, a differenza del resto del contenuto di questo articolo.
Come potete vedere nella foto qui sopra, sulla bocca di Heathcliff appare un sorriso nel momento in cui Kirito, trascendendo le leggi del sistema con la sua forza di volontà, lo trafigge con la sua spada.
In quel momento Kayaba capisce (all’inizio era spaventato e non capiva cosa stesse succedendo) cosa è successo: si è avverato ciò che sperava succedesse.

Fin da quando ho iniziato a sviluppare l’ambiente full dive, anzi, da molto prima di allora, ciò che desideravo era solo riuscire a creare quel castello, un universo a sé, che trascendesse tutti i limiti e le leggi del mondo reale.
E alla fine ho potuto vedere qualcosa che travalica i limiti e le leggi del mio stesso mondo.”

Dopo aver detto ciò si gira e guarda Kirito.

Una volta completato SAO, Kayaba, assecondando il suo stesso desiderio di morire con la fine del gioco, fa qualcosa che noi vedremo ben 1 anno e mezzo dopo.
Utilizzando un Nervegear rimodellato scannerizza il suo cervello per trasferire la sua conoscenza nel mondo virtuale, portando però alla sua morte nel mondo reale (cervello fritto).
Se avete visto Alicization capirete sicuramente cosa intendo.
Kayaba, a modo suo, aveva già previsto molte cose, e non per niente il Soul Translator è basato sul Medicuboid, che a sua volta è basato proprio su quello strumento rimodellato da Kayaba, o meglio, nell’ultima pagina del volume 7 (Mother’s Rosario) viene lasciato intendere che in realtà il Medicuboid non sia basato su di esso, ma sia direttamente un progetto di Kayaba, lasciato poi nelle mani di Rinko che ha fornito gratuitamente i dettagli del progetto.

Ma a questo punto potrebbe sorgere una domanda.
Perché Kayaba ha trasferito la sua conoscenza nel mondo virtuale?
Ormai è diventato un meme il famoso “essersi dimenticato” di Kayaba, ma se in realtà quella fosse solo una frase di circostanza? Se avesse già raggiunto il suo obiettivo?
In fondo, come penso sia chiaro a molti una volta completato Alicization, Kayaba ha ora due nuove missioni: quella di salvaguardare Kirito (ALO, Ordinal Scale, War of Underworld) e quella, al momento, di osservatore.
Quest’ultima è temporanea, e potete capire di cosa parlo dal discorso iniziale del prologo di Unital Ring, che vede discutere Kayaba e Star King Kirito.

– Questa… è la mia punizione? Ero convinto di essere l’eroe più potente del gioco. Pensavo che avrei potuto salvare Asuna con le mie sole forze. Ma la verità… è che io non ho nessun potere.

– Vuoi fuggire? Vuoi fuggire?

– Niente affatto. Sto solo ammettendo la realtà.

– Vuoi sottometterti al potere di un sistema a cui ti sei già opposto una volta?

– Che altro potrei fare?! Io sono solo un giocatore… mentre lui è il Game-master.

– Le tue parole sono un insulto al nostro scontro. Uno scontro grazie al quale ho compreso che la volontà umana è in grado di sovrastare il sistema, e che mi ha aperto gli occhi verso possibilità future.

– Ma tu sei…

– In piedi… Kirito.

In questo momento, nell’episodio 24, Kayaba, da bravo guardiano, appare per aiutare Kirito, e ricordare lui di quando si oppose al sistema (indicando quindi che la possibilità di farlo c’era!).
Penso questo momento sia abbastanza importante, sia perché praticamente vi conferma che la proto-incarnazione non è una mistificazione di noi fan che cerchiamo di giustificare tutti i vari deus ex machina (Kawahara stesso ne ha parlato), ma anche perché segna un punto di svolta nel ruolo del nuovo Kayaba: un osservatore che agisce da dietro le quinte, sia per salvare Kirito (ma non solo) che per i suoi personali motivi, non per niente parla di “aprire gli occhi verso possibilità future”, e se avete letto quella parte iniziale di Unital Ring capirete che c’è davvero tanta roba sul fuoco.

Per chi fosse invece curioso di come Kayaba abbia aiutato Kirito (non stupitevi se nell’anime accede e basta): gli ha detto la password del suo account di Aincrad (ricordato che ALO usa lo stesso server ma con una versione più vecchia. Non è stato toccato praticamente nulla, lo scopo per cui è nato ALO erano gli esperimenti di Sugou, nessuno si è preoccupato di sistemare le varie cose), una complessa password alfanumerica che Kirito usa per accedere al suo account.
Essendo così complessa Kirito non la ricorderà mai più, non potendo quindi più accedere all’account di Heathcliff (vale solo in ALO, ma sicuramente nella seguente riapertura tale account sarà stato eliminato).

Ormai penso sia chiaro cosa sia la proto-incarnazione, e spero abbiate trovato interessante la mia ipotesi (che serve anche a confermare diverse cose) sul fatto che in realtà questa proto-incarnazione non fosse qualcosa di totalmente anomalo, ma piuttosto una sorta di “potere segreto” che Kayaba aveva già preventivato quando sviluppò il NerveGear.
Adesso, prima di passare all’Incarnazione vera e propria, su cui ci sono molte più cose da dire, vorrei farvi notare un’altra cosa.

I Fantasmi… In SAO?!

Alla fine dell’episodio 6, Kirito e Asuna si girano verso la tomba e vedono lì Griselda, che dovrebbe essere morta, che li guarda, come se cercasse di ringraziarli.
Sia Kirito che Asuna la vedono, quindi non si tratta di una visione, motivo per cui, o Griselda non è realmente morta, il che non è possibile, oppure quello è un fantasma, e questa è la realtà.
Giustamente uno si chiede, “un fantasma? Che cosa significa?”.
In questo mio articolo, al momento incompleto, sul Cardinal System, iniziavo parlando di come si trattasse di qualcosa di molto più complesso di un semplice programma di supporto, e adesso andremo leggermente ad ampliare il discorso.

Per prima cosa, come spero ricorderete, una delle funzionalità del Cardinal System era il “Mental Health Counselling Program” (leggete l’articolo per qualche dettaglio in più), di cui faceva parte Yui, o meglio, era Yui, a cui però venne impedito dal Cardinal System di interagire con i giocatori, limitandosi quindi al monitoraggio dello stato mentale senza poter agire (non mi dilungo troppo sulle cose dette nell’anime).
A questo punto, appare chiaro un dettaglio molto importante: il NerveGear era in grado anche di leggere le emozioni dei giocatori, in fondo spero ricorderete gli esperimenti di Sugou sul controllo dei ricordi e delle emozioni.
Ovviamente nel monitorare tutti quanti i giocatori le loro emozioni venivano lette e poi analizzate, ma c’era un problema: tale analisi, rispetto alle altre, veniva ritardata, in quanto solo il considerevole quantitativo di dati relativo alle emozioni negative poteva essere distinto da tutte le altre, impedendo così sia al Cardinal System che a Yui di poterle analizzare.
Per questo motivo, ogni volta che c’era un input (quindi venivano lette delle emozioni) con un pattern emozionale unico quanto intenso, il Cardinal System salvava direttamente i suoi dati ‘puri’, ovvero non analizzati, nell’ambiente circostante (quindi insieme al paesaggio e/o agli oggetti).

Per farvi capire meglio, nel momento in cui c’era un’emozione molto intensa e unica, pensate, per esempio, al forte legame d’amore di Kirito e Asuna mentre lo fanno per la prima volta nell’episodio 11 (ricordo come sempre che il capitolo 16.5 non è canonico e non fa parte del materiale ufficiale, ma che allo stesso tempo è canonico il fatto che lo abbiano fatto, e anzi, viene fatto intendere che si siano divertiti abbastanza durante la luna di miele, in quanto in SAO è possibile fare sesso, e loro due non sono stati sicuramente i primi: Asuna viene a sapere della disattivazione del codice etico da alcune ragazze nella gilda), ecco, in quel momento, essendo la loro un’emozione unica, intensa e non negativa, il Cardinal System avrebbe potuto salvarla direttamente com’era insieme all’ambiente circostante, e il contenuto non sarebbe stato nient’altro che la scena vera e propria di loro due che si divertono (proprio perché viene salvata “cruda” e non viene analizzata).

Tra i vari dati che venivano salvati c’erano l’ID del player che trasmetteva tali segnali, il tempo in cui succedeva, il luogo e anche gli oggetti in suo possesso.
Inoltre, tali dati, o emozioni, venivano associati a qualcosa, come detto prima, e nel caso di Griselda si è trattato molto chiaramente dell’anello.

Questo non è l’unico caso del genere, difatti nella storia The Day After possiamo vedere verificarsi nuovamente un evento del genere, solo questa volta molto più importante e direttamente collegato a Kirito (e Asuna).

Adesso, prima di passare all’Incarnazione, vorrei rispondere a una domanda che potrebbe essere balenata in mente a qualcuno: “Ok, e quindi? Cosa vorresti dirmi con questa cosa dei fantasmi?”.
Per prima cosa, viene nuovamente dimostrato come il Cardinal System in seguito alla ricezione di dati non comprensibili si comporti in modo anomalo, accentuando quindi ancora di più il fatto che la Proto-Incarnazione non sia un’invenzione di noi che facciamo approfondimenti (o che ne parliamo) sulla serie.
Come seconda cosa non sto facendo altro che mettervi al corrente delle infinite potenzialità del NerveGear inventato da Kayaba, che quindi non si limita al solo “aggeggio otaku per giochi virtuali”, ma che ha intrinseche delle funzionalità che vanno ben oltre lo scopo di giocare.

Incarnazione

Partiamo da alcuni presupposti importante: l’anime non fa un grande lavoro nel riuscire a spiegare esattamente come funzioni l’Incarnazione, ma riesce comunque a far capire cosa sia e alcune volte che viene usata rende abbastanza chiaro cosa stia succedendo (poche volte).
Diverse scene che riescono a rispondere a tutti i dubbi vengono tagliate, e allo stesso modo diverse scene in cui vediamo l’incarnazione venire usata, sia in positivo che in negativo, sarebbero state impossibili da adattare su schermo per via di come sono state scritte nella novel (mettendo in conto un numero di episodi adatto al materiale da adattare, gli sceneggiatori avrebbero dovuto totalmente modificare la narrazione, e quindi in parte la storia, di diverse parti della serie, ma da gente che ha giocato a freccette per decidere su come far apparire Yuna ed Eiji in Alicization non aspetterei mai un lavoro del genere).
A differenza della proto-incarnazione, prima di parlare di come funzioni esattamente c’è bisogno di fare un passo indietro e chiedersi come possa funzionare, in quanto alla base di tutto c’è la tecnologia usata per creare l’Underworld.

La Tecnologia

Innanzitutto spero vi ricordiate cosa sia una Fluctlight, in caso contrario vi invito a farvi un giro su questo mio articolo, che, seppur vecchio e incompleto, dovrebbe non avere troppi errori e rispondere comunque a questa domanda.
Partiamo ora da alcuni dettagli fondamentali.
Come è stato creato l’Underworld? Inizialmente Higa e Kikuoka provarono a modellare il mondo direttamente dal suo interno, ma ci furono non pochi problemi nel farlo, e, grazie a ‘The Seed’, creare un intero mondo in stile medievale non sarebbe stato un problema.
Tuttavia era necessario che il mondo fosse “reale”, in quanto ovviamente i dati poligonali di un mondo VR non andavano per nulla bene così com’erano, e così si arrivò alla creazione di un mondo a due strati.
Il primo strato è composto da un server nel quali sono contenuti tutti i dati del mondo virtuale, tale e quale ad Aincrad, Alfheim Online etc…
Il secondo strato, invece, è composto dal Main Visualizer (o mainframe STL), che traduce in tempo reale i vari dati del primo strato nel suo proprio formato in modo da poterli usare.
In questo caso entrambe le parti vengono reciprocamente convertite in tempo reale, altrimenti ci sarebbe il rischio, per esempio, che il primo strato non riceva alcuni cambiamenti dei vari dati avvenuti nel secondo strato portando così a gravi problemi.
È proprio per il fatto che il primo strato sia composto da un semplicissimo server con un mondo VR che i giocatori possono accedervi con un normalissimo AmuSphere, questo ovviamente a patto che la FLA sia 1x, in quanto ci sarebbe il rischio che i due tipi di dati, quelli mnemonici del Main Visualizer e quelli poligonali del mondo VR, non siano sincronizzati (praticamente il problema di cui parlavo prima).
Tutti quanti gli oggetti nell’Underworld vengono salvati come dati mnemonici, e il Main Visualizer usa tutti questi dati mnemonici delle varie persone connesse per dare vita al mondo.
In poche parole, è come se l’Underworld stesso, se non per la base VR, basasse la sua esistenza sui ricordi delle persone, sui loro dati mnemonici che salvano (tutto ciò che vedono/provano), in poche parole lo stesso Underworld non è altro che una grandissima memoria condivisa tra tutte le persone connesse al Main Visualizer (e al Soul Translator), ma ovviamente non è che basa la sua totale esistenza solo sui ricordi, ha anche un suo potere di elaborazione, ma per facilitare le cose fa uso dei ricordi delle persone.

Ovviamente, come ho più volte ripetuto anche nei vari commenti, non basta pensare “adesso quel bicchiere è un unicorno” per far apparire magicamente quel bicchiere a tutti come un unicorno, e quindi di fatto trasformarlo.
Per quanto riguarda le cose più comuni, proprio perché, per fare l’esempio del bicchiere, tutti sanno che è fatto in quel certo modo e ne sono totalmente convinti, il bicchiere rimarrà sempre tale e quale (come se fosse una regola).
Se pian piano le persone iniziassero a cambiare idea, arrivando a convincersi e a trattare quella nuova idea come la realtà, quindi in modo del tutto naturale, si potrebbe arrivare a un punto tale, raggiunta una grande porzione di popolazione, da trasformare quel bicchiere in un unicorno (ma a quel punto dovrebbero prima sapere cos’è un unicorno!).

Si potrebbe tranquillamente considerare l’Underworld come un gigantesco sogno collettivo, e cosa succede nel momento in cui ti accorgi di stare sognando?
Puoi iniziare a modellare il tuo personalissimo mondo come vuoi.
Mentre l’Incarnazione può essere usata tranquillamente da tutti quanti, cosa succede nel momento in cui ti rendi conto che esiste una cosa del genere? Questo, per esempio, è quello che è successo a Gabriel che gli ha permesso di trasformarsi.
Nel suo particolare caso, però, si è trattato anche del fatto che lui fosse un maniaco in grado a qualsiasi cosa pensasse senza troppi problemi, qualcosa non possibile in normali circostanze.
In dei casi normali, invece, il solo fatto di esserne a conoscenza permette di averne una visione d’insieme maggiore, e, visto che il potere dell’Incarnazione deriva da qualcosa di inconscio, il fatto di accumulare continuamente informazioni riguardo il mondo permette di poterla sfruttare molto meglio di chi non ne è a conoscenza.

Un esempio è sicuramente Bercouli, il Cavaliere Integratore più vecchio che ha avuto quindi modo di accumulare moltissima esperienza.
In War of Underworld viene tagliato un flashback di Shasta nel quale parla con il maestro, e questo racconta lui del suo scontro con Bercouli, nel quale lui, nonostante fosse subito partito all’attacco con un fendente velocissimo, e normalmente si sarebbe subito messo sulla difensiva… tuttavia così non successe. Piuttosto la sua spada venne respinta e la sua mano tagliata, con l’unica differenza che la spada di Bercouli non aveva nemmeno toccato la sua, era come se la traiettoria della spada fosse stata modificata da qualche potere invisibile. Poi usa esattamente questa frase, che penso riassuma perfettamente tutto quanto “Immaginò la traiettoria della sua spada in modo così deciso che divenne una realtà immutabile“.

Bene, ora passiamo agli esempi veri e propri, sia positivi che negativi.

Volo vs Kirito

Non penso ci siano dubbi sul fatto che questo sia un esempio banale e facilmente comprensibile anche nell’anime, ma ritengo comunque giusto metterlo.
Prima, facendo l’esempio del bicchiere, ho bene o male lasciato intendere che queste “verità” da cui dipende l’Incarnazione sono in buona parte dettate da ciò che ne pensa la gente (se le conosce), e questo caso specifico ne è la prova.
La famiglia di Volo è molto famosa, specialmente per il suo stile di spada “High Norlangarth” che tramanda di generazione in generazione, e che “bagnando la propria lama nel sangue dei forti, è in grado di fare propria la forza altrui“.
Inoltre, la stessa Sortiliena parla dei molti duelli che Volo avrà affrontato, dal fatto che la sua spada sia pregna di sangue e così via.
Volo è inoltre lo spadaccino più forte dell’accademia, e famoso proprio per questo.
Penso sia abbastanza chiaro cosa voglio dire: tutte quante le persone che lo conoscono pensano questo di lui, e ovviamente anche lui crede fermamente a ciò. Questo non fa altro che aumentare la sua forza, specialmente perché quando lui combatte non è solo, ma si sente affiancato da tutti i suoi discendenti che prima di lui hanno combattuto e fatto incetta di sfidanti.
A questo punto c’è però un altro dettaglio da prendere in considerazione.
Il fatto che tutti sappiano che lui sia così forte mette anche in soggezione lo sfidante, convinto di stare combattendo contro qualcuno di molto più forte, e quindi si convince di non essere in grado di poterlo battere.
Tuttavia, se fino a quel momento supponiamo che lo sfidante fosse molto più forte, in seguito a un tale convincimento l’Incarnazione non avrà altro che l’effetto contrario, ovvero indebolirlo.
Allo stesso modo in cui l’Incarnazione può dare forza, può anche toglierla.

Fiori di Zephiria

Questo è stato sicuramente uno dei tagli più importanti riguardo l’Incarnazione, quindi è giusto che sia qui, così che possiate anche capire di cosa si parli.
Come ben sappiamo, si diceva che questi fiori non potessero crescere nell’Impero del Nord.
Ma fate attenzione, non viene detto che ci sono motivi veri e propri per cui ciò non potesse succedere, semplicemente era una voce.
La gente diceva, la gente lo pensava, e, guardando anche al precedente esempio, cosa succede quando moltissime persone iniziano a prendere per vero qualcosa? Lo diventa, senza se e senza ma, indipendentemente se lo sia o meno.
Quindi non è che quei fiori non potessero crescere per motivi specifici, semplicemente la gente si è convinta di tale cosa, e il funzionamento dell’Underworld ha reso ciò la realtà.
L’intento di Kirito era proprio quello di fare un esperimento, e vedere se fosse possibile con l’immaginazione farli crescere nell’impero del nord (poi è diventato qualcosa di più personale).
Ci ha provato diverse volte (farli crescere come normali piante provando però a usare l’incarnazione), e le prime 2 ha fallito, mentre la terza i semi erano germogliati di ben 5 millimetri.
Inoltre, nel pregare che crescessero, Kirito vedeva, o aveva la sensazione di vedere, un lieve bagliore intorno ai germogli.
Alla fine arriviamo alla scena finale con Carlotta.
In quel momento, nonostante Kirito stia pregando che crescano, non è la sua preghiera a permettere che succeda, ma la sua grandissima fiducia/speranza che ciò succeda, e in questo bisogna tenere anche conto del suo stato d’animo e del suo reale volere che ciò succeda.
Non è un pensiero dettato dalle circostanze, ma qualcosa che stava cercando di fare da moltissimo tempo.
In quel momento, Kirito crede alla voce di Carlotta, la ascolta, e fa ciò che dice: credere in tutti i fiori sacri che stanno provando a salvare i loro compagni.
Come vi ho già detto, Kirito già da diverso tempo stava sperimentando per farli crescere, e piano piano aveva fatto dei progressi, segno che quel “si diceva” stava lentamente venendo sgretolato da una convinzione molto più forte di una persona che credeva davvero possibile che i fiori potessero crescere anche nell’impero del nord.

Kirito vs Chudelkin

Questo è un altro ottimo esempio di Incarnazione.
Per prima cosa partiamo da un dettaglio importante: Kirito ha un trauma/odio profondo riguardo, per l’appunto, il suo essere “Kirito lo Spadaccino”, in quanto è rimasto intrappolato dal complesso che tutti gli altri hanno creato intorno lui, riconoscendolo come una sorta di eroe, mentre nessuno riconosceva il vero Kirito, Kirigaya Kazuto, persona totalmente nella media che non eccelle in nulla.

Che succede però nello scontro con Chudelkin? Nonostante il trauma di cui ho parlato, Kirito comprende che comunque “Kirito lo Spadaccino” è una parte di lui, può detestarla quanto vuole, ma tale è e tale rimarrà.
Questa presa di coscienza (temporanea) gli permette di ritornare ai vecchi tempi di Aincrad, complice anche il fatto di stare usando la skill da lui più usata, “Vorpal Strike”.
A quel punto, complici proprio quei pensieri, quei ricordi, il Main Visualizer cambia l’outfit di Kirito in quello di Aincrad proprio perché i suoi ricordi sono così fissi a quei tempi passati.
In tutto questo, inoltre, Kirito è consapevole dell’Incarnazione, e sfruttando il fatto di sapere come funzioni riesce ad amplificare il normale potere che ne deriverebbe, riuscendo così a colpire Chudelkin.

Il Clan dei Pugilisti e Sheyta

Di questo anche ne ho parlato diverse volte nei commenti, ma i pugilisti erano allenati in modo tale da credere sin da bambini che il loro corpo fosse duro come l’acciaio, e un continuo allenarsi era in grado di temprare ancora di più questo acciaio, o, detto in modo più semplice, accrescere continuamente la loro Incarnazione.
Ovviamente ogni clan del Territorio Oscuro aveva una sua peculiarità riconosciuta da tutti gli altri clan, motivo per cui l’Incarnazione ne risultava molto forte.

Per quanto riguarda Sheyta, sappiamo bene che questo suo voler tagliare le cose era qualcosa di totalmente intrinseco in lei, e Quinella, essendosi accorta di questo particolare impulso nel suo cuore, fece in modo di mandarla nel Territorio Oscuro per fare lei un piccolo servizio, con la promessa di crearle un’arma in grado di fare qualsiasi cosa a metà.
Il fatto di allenarsi a tagliare tutto quanto portò Sheyta al punto tale da renderle possibile farlo, riuscendo addirittura a tagliare a metà dei pupazzi da allenamenti con la mano.
Nel momento in cui Sheyta e Iskahn si scontrano, i loro attacchi non hanno l’effetto voluto perché il potere delle loro Incarnazioni è alla pari, e non riescono quindi a sopraffare l’avversario.

Asuna in War of Underworld

In questo caso, come più mi volte mi sono lamentato, in War of Underworld non è stata per nulla data giustizia al personaggio di Asuna.
Nonostante avesse il suo account da dea con un quantitativo enorme di Vita che non sarebbe mai stato ucciso molto facilmente da delle normale armi, il terrore nel vedere una gigantesca ascia venirle addosso la terrificò così tanto da permettere al soldato di tagliarle la mano.
Normalmente non sarebbe stato così facile, ma l’Immaginazione le si è ritorta contro, in quanto vedere una scena del genere verificarsi davanti i suoi occhi ha fatto si che lei pensasse a cosa sarebbe potuto succedere in una situazione reale, arrivando quindi a indebolirla (lo stesso succede per Kirito, nonostante abbia vita massima la sua mano rimane amputata perché continua a punire se stesso per tutto quanto).
Questo succede proprio perché lei non sa come funzioni l’Immaginazione.
A questo punto, però, le cose si fanno differenti dall’anime: Asuna non riprende la mano e la riattacca immediatamente al braccio.
Piuttosto benda la ferita e una volta tornata alla tenda dove è Kirito, vede subito lui che prova a toccare la parte mancante di Asuna, e a quel punto chiude gli occhi e recita a se stessa una cosa, che le fa ritrovare la forza d’animo necessaria.
Una volta finito di fare ciò magicamente la mano riappare.
Questo succede perché Asuna ha riacquistato totalmente la calma e ha fatto svanire l’effetto negativo dell’Incarnazione grazie ai suoi sentimenti per Kirito, al suo volerlo proteggere.
Ovviamente questo non è tutto, l’Incarnazione potrebbe indebolire per molti altri motivi, per esempio il fatto di ritrovarsi a combattere senza sosta con un numero infinito di nemici e senza il supporto dei propri amici, per dire.

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dani3390

Vidi, per puro caso, Sword Art Online su Rai4 una sera del 2014. Spinto dalla curiosità, ho iniziato a guardare anime solo nel 2017 e da allora sono un appuntamento fisso. Tra le mie preferite rientrano serie quali The Legend of the Galactic Heroes, Planetes e Gurren Lagann. Per la lista completa: https://myanimelist.net/profile/dani3390

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