Intervista a Steve Alpert, l’occidentale al Ghibli

I fan dello Studio Ghibi divoreranno il libro di Steve Alpert Sharing a House With the Never-Ending Man, scritto dall’americano che è stato membro del Ghibli nei suoi migliori anni. Alpert svela un fantastico numero di segreti sul periodo turbolento in cui lo Studio Ghibli vendette i suoi film alla Disney, dando nuove prospettive su Hayao Miyazaki, Toshio Suzuki e l’arrogante proprietario di Ghibli Yasuyoshi Tokuma.

In questa intervista, Alpert parla del rischioso piano di business del Ghibli, chiarisce quella storia della spada inviata ad Harvey Weinstein, e ricorda di quando fece piangere Hayao Miyazaki.

Nel tuo libro, descrivi le tue esperienze vividamente e nel dettaglio per far immergere il lettore nella scena, dalla Vigilia di Natale in una casa di famiglia a Parigi insieme a Miyazaki e Suzuki, allo straordinario sfarzo del funerale di Yasuyoshi Tokuma. Sei semplicemente stato benedetto con una buona memoria, oppure hai tenuto un diario in quel periodo?

Avevo un’ottima memoria, ma adesso che sono anziano, non è così tanto buona. Vivendo in un paese straniero per 30 anni con amici e parenti molto lontani, scrivi lunghe lettere. Lo facevo comunque, anche nell’era delle e-mail e di Twitter. L’era digitale permette di archiviarle e citarle, e poi ripescarle. Quindi forse una sorta di diario, ma sporadico e non sistematico.

Hai scritto della tua amicizia con Toshio Suzuki e di come lui venga subito riconosciuto in Giappone. Agli stranieri, può sembrare solo un gentiluomo molto cortese, ma mi chiedevo che tipo di immagine pubblica avesse coltivato in Giappone – come la gente giapponese lo veda. (Sono sempre stato intrigato dal modo in cui Suzuki ha iniziato come giornalista, coprendo scandali e gang di mociclisti, compreso il lavoro sulla rivista di Asahi Geino che hai descritto vividamente nel libro.)

Questo è un argomento che merita diversi volumi. Ci dovrebbero essere dei libri su di lui per ciascuna delle diverse fasi della sua carriera. I suoi giorni al Ghibli, naturalmente. Le storie sui suoi giorni in editoria sono fantastiche. Lui è quel genere di rara combinazione tra un tipo creativo e un solido uomo d’affari. Ed è sempre stato un oratore molto bravo. Non sono completamente certo sul gentiluomo cortese. Ha una voce (da oratore) risonante e non è timido quando si tratta di dire esattamente ciò che pensa.

Non sono la persona più qualificata per dire come lo veda la gente giapponese. Penso che Suzuki-san sia sempre stato una sorta di iconoclasta. Fa l’impensabile. È uno di ampie vedute e va d’accordo con un sacco di persone diverse. Non si veste come un normale giapponese. Ha un modo suo di scovare i dettagli nascosti di una storia, che suppongo potrebbe essere la definizione di un buon giornalista.

Hai spiegato come Suzuki abbia lavorato duramente per pubblicizzare La Principessa Mononoke ai giapponesi come “il film acquistato dalla Disney” – arrivando anche a forzarti ad apparire in una trasmissione TV giapponese a tarda notte! Certo, Principessa Mononoke è finito per diventare un successo da record in Giappone. Se non fosse avvenuto l’accordo Ghibli-Disney, Principessa Mononoke sarebbe sicuramente stato un successo in Giappone, ma pensi che avrebbe potuto guadagnare molto meno?

Ho imparato da Suzuki-san che quando stai promuovendo un film tutto è importante. Tutto ciò che puoi fare, lo fai. Ghibli è stata costruita per realizzare lungometraggi di animazione. I registi gestiscono lo studio, quindi producono i film che ritengono debbano essere realizzati nel modo in cui vogliono crearli. Quanto potrebbe essere popolare il film e che genere di soldi farà non influenza la produzione del film come potrebbe in un grande studio commerciale. Prima decidono di produrre il film e solo dopo si preoccupano di come promuoverlo.

Sin dall’inizio la struttura commerciale di Ghibli era un vivere o morire in base al successo dell’uscita nei cinema giapponesi di ogni film. Fai successo con Film A e hai i soldi per produrre Film B. Se il film prodotto ogni 2 anni circa avesse fallito, allora lo studio sarebbe andato in rovina.

Era il modo di lavorare che piaceva Miyazaki. Spesso diceva che fai il tuo miglior lavoro quando senti veramente le conseguenze del fallimento. Questo vale per gli animatori e per le persone che gestiscono il lato commerciale delle cose.

Non sono sicuro che sia possibile dire quale porzione del successo commerciale del film venga dall’accordo con la Disney. Suzuki-san aveva un sacco di strumenti nel suo zaino promozionale di trucchi. Conosceva il mercato cinematografico giapponese nei minimi dettagli, più di chiunque altro. Ha trascorso molto tempo pensando al modo di comportarsi dei giapponesi e a come ottimizzare la promozione del film.

La tua domanda non è un po’ come chiedere quale sia il suono del battito di una mano? In una compagnia di diverso tipo, suppongo che sarei stato in grado di rispondere.

Nel capitolo 3, racconti la storia di come Suzuki abbia portato una spada samurai a New York e l’abbia data personalmente ad Harvey Weinstein urlando “Nessun taglio!” Come forse sai, Miyazaki ha raccontato una storia leggermente diversa ai media occidentali, nella quale affermava che Suzuki avesse spedito una spada a New York, con il messaggio “Nessun taglio!” attaccato alla spada.

Personalmente sarei molto curioso di sapere esattamente quando e a chi Miyazaki abbia raccontato questa storia. Mentre ero al Ghibli, penso di essere sempre stato con lui in ogni singola intervista con la stampa straniera e non gli ho mai sentito raccontare questa storia, né ne ho mai sentito parlare. [NB: Una fonte giornalistica per questa storia è un’intervista con Miyazaki pubblicata sul giornale britannico The Guardian nel 2005.]

Nulla è impossibile, ma penso che la cosa più probabile sia un malinteso amplificato da un errore di traduzione e una interpretazione non accurata. Tutto ciò che posso dire è che sono stato presente per tutta la vicenda, dal suo concepimento, all’acquisto della spada, alla sua spedizione al signor Weinstein.

Hai detto che Miyazaki ha visto delle clip dell’imminente film Disney Fantasia 2000, ma ha detto che il filmato era terribile. A quanto pare, Fantasia 2000 include un segmento (“L’uccello di fuoco”) nella quale mostra immagini che in qualche modo assomigliano a Principessa Mononoke. Mi chiedevo se ti ricordi se una di queste immagini fosse nel filmato che ha visto Miyazaki, e se qualcuno dello staff della Disney ha indicato se Fantasia 2000 potesse essere stato influenzato da Principessa Mononoke?

Sono desolato ma non ricordo che filmato ci abbiano mostrato quel giorno. Per quanto ricordo, nessuno ha menzionato La Principessa Mononoke. Eravamo di fretta ed era un’aggiunta non autorizzata al nostro itinerario Disney. Il dirigente della Disney incaricato della nostra visita era arrabbiato che gli animatori lo avessero inserito senza chiederglielo, ma Miyazaki ha detto che avrebbe preferito vedere l’animazione a un pranzo elegante, così tutti gli altri membri del gruppo andarono a mangiare mentre Miyazaki ed io ci unimmo agli animatori.

Successivamente ho visto Fantasia 2000 in un grosso cinema con un’orchestra dal vivo a Tokyo. Il ricordo di quel evento di gala ha in qualche modo sovrascritto la memoria degli spezzoni casuali visti in precedenza.

Mi sono pentito di aver inserito quell’episodio nel libro. Quando è menzionato in maniera decontestualizzata come in questo caso dà l’impressione che Miyazaki non rispetti gli animatori Disney. Questo non è assolutamente vero. Ho menzionato l’incidente nel libro come parte di qualcos’altro. La difficoltà di traduzione suppongo.

Nel 2005, Ghibli è diventato indipendente da Tokuma Shoten. Suzuki ha fatto vagamente riferimento a “varie circostanze”, ma puoi dire qualcosa sul motivo di quello che è successo? Hai chiarito nel libro che Tokuma Shoten stava andando catastroficamente in rovina, anche prima della morte di Yasuyoshi Tokuma. Tuttavia, se il signor Tokuma avesse vissuto più a lungo, pensi che Ghibli avrebbe potuto rimanere con Tokuma Shoten?

La spiegazione di Suzuki-san è completamente cristallina. Se il signor Tokuma avesse vissuto di più a lungo, un sacco di queste “varie circostanze” sarebbero persino cambiate.

Riguardo il signor Tokuma, sono rimasto sorpreso dal tuo riferimento alle sue “memorie affettuose del Greater East Asia Co-Prosperity Sphere“. Dopo hai detto che la sua canzone enka preferita “aveva certe connessioni con nazionalisti di estrema destra”. Puoi dire di più su queste sue tendenze politiche?

È colpa mia. Ogni tanto sono un po’ troppo affezionato alle mie battute private.

In termini di spettro politico, sarebbe molto difficile collocare il signor Tokuma. Era apolitico nel senso che aveva, come amici e parenti a lui vicini, visioni politiche su tutto lo spettro. Non posso dire se sia vero, ma diverse persone mi dissero che durante la Seconda Guerra Mondiale il signor Tokuma è stato imprigionato in quanto liberale contrario alla guerra. Allo stesso tempo, se ci fosse qualcosa come un punteggio del Politicamente Corretto, il signor Tokuma sarebbe stato l’ultimo degli ultimi. Era una persona di una certa epoca ed era cresciuto con le credenze e i pregiudizi che erano comuni ai suoi tempi. Non lo sto giustificando. Sto solo cercando di comprenderlo e di soppesarlo con le parti migliori del suo personaggio.

Tokuma-shacho era una persona molto complicata e affascinante di un’altra era. Sicuramente merita un suo libro.

Ho adorato il personaggio di Castorp su Si Alza il Vento (il personaggio sulla copertina del libro di Alpert; è stato doppiato da Alpert stesso in giapponese ed è stato ispirato esteticamente a lui). Nel libro, hai descritto quanto sia arduo per i doppiatori giapponesi prestare la voce in un film Ghibli. Quanto è stato difficile per te?

Be’, sono stonato e ho dovuto memorizzare e cantare una canzone in tedesco, che non parlo, quindi… assolutamente non una passeggiata.

Quando Miyazaki mi chiese di doppiare un personaggio nella versione giapponese di Si Alza il Vento, ero combattuto. Da un lato ho realizzato che non avevo il talento per farlo. Sarebbe una valutazione realistica e non falsa modestia (in Giappone devi fare qualcosa di spettacolare per guadagnarti la tua falsa modestia). Tuttavia, come potevo dire di no a una richiesta simile? Pensi, be’, è il regista, deve sapere cosa sta facendo, e se non lo sa c’è sempre la correzione in digitale.

Fare parte nella versione originale giapponese comporta un grossa responsabilità e molta pressione. Gli animatori hanno impiegato molto tempo e molti sforzi e hanno usato le loro incredibili abilità per portare in vita i personaggi. Lo studio produce solo un film ogni due anni e potrebbe andare in rovina se uno di questi fallisse. Non vuoi essere responsabile in alcun modo di averlo rovinato.

Come se non avessi sentito abbastanza pressione per l’interpretazione del ruolo, Suzuki, il produttore del film, ha alzato la posta in gioco organizzando una serie di conferenze stampa e interviste per i due team di documentaristi che registravano la produzione del film per i posteri. In ogni possibile occasione mi chiedevano se fossi nervoso per il mio ruolo e se pensassi di essere all’altezza di interpretare le frasi in giapponese. I team dei documentaristi mi seguivano anche prima, durante e dopo le sessioni di registrazione.

Durante la registrazione delle voci anche i doppiatori più talentuosi devono ripetere la stessa frase ancora e ancora e ancora. Per la registrazione del piccolo ruolo di Castorp hanno programmato abbastanza tempo per farmi recitare ciascuna delle battute 50 volte o più. A Yuko Tanaka, una doppiatrice incredibilmente talentuosa (che ha doppiato la signora Eboshi ne La Principessa Mononoke), ci sono voluti 50 tentativi per dire una parte di una battuta; “kunikuzushi ni fusawashii” (“è perfetto per abbattere una nazione“). Perciò non mi sarei preoccupato se mi ci fossero voluti una dozzina o due di tentativi per dire “ano wakamono uchihishigareteita”, una frase che nei 30 anni che ho vissuto in Giappone non ho mai sentito pronunciare da una singola persona. Nemmeno una volta.

Quando sei nella sala di registrazione al Ghibli puoi controllare i tre piccoli schermi montati in un angolo della stanza vicino al soffitto e puoi vedere come il regista e il produttore nella sala di controllo stiano reagendo alla lettura delle battute. In Giappone non sei sempre da solo nella cabina di registrazione. Ghibli usa una donna molto talentuosa e vivace, Kimura-san, una voice coach professionista, per aiutare e incoraggiare i doppiatori mentre recitano. Dà dei feedback divertenti, senza peli sulla lingua e immediati sulla tua performance. Se non hai compreso abbastanza bene quello che ti sta dicendo di fare Miyazaki, dopo molti film Ghibli, ci pensa lei.

Hayao Miyazaki ti ascolta leggere ogni battuta con la testa bassa e gli occhi chiusi. Alla fine della lettura, le sue braccia tese in alto sopra la sua testa a formare un cerchio sono un “maru” — ben fatto. Le sue braccia incrociate rigidamente sul petto sono un “baru” — brutto. Un maru ogni dieci tentativi è piuttosto buono. Come nel baseball, tre battute su dieci sono dei successi a livello professionistico (70% di probabilità di fallimento). Se ti succede di andare da 0 a 50 su una singola frase, la saltano e la provi il giorno seguente quando sei più fresco e hai più energia. Kimura-san è lì per fornire entusiasmo e coraggio senza limiti, e ti dice di non preoccuparti. Alcune frasi ti riescono subito. Altre richiedono più tempo.

Una o due volte durante la mia recitazione da solista della canzone “das gibt’s nur einmal”, circa alla mia 60° o 70° volta, ho visto Suzuki con le braccia incrociate rigidamente sul petto, appoggiarsi all’indietro e guardare tristemente il soffitto (batsu). Miyazaki aveva la testa sulla scrivania in lacrime (batsu-minus). Tutto ciò che posso dire è che a Yuko Tanaka non è stato chiesto di cantare in tedesco.

Il primo giorno di registrazione è andato meglio del secondo giorno. Quando fai bene il primo giorno di registrazione e non sei un professionista, potresti diventare un po’ presuntuoso quando ti presenti il secondo giorno. Un po’ della tensione e della paura che conducono a una performance migliore potrebbero essersi dissolte. Durante il secondo giorno Miyazaki era meno contento della mia lettura delle battute.

Ad un certo punto il personaggio sullo schermo stava bevendo vino e dopo più riprese di quanto avrei voluto ammettere, Miyazaki ha mandato giù una bottiglia di vino rosso e mi ha ordinato di bere un bicchiere prima di leggere la battuta (ogni volta). Quando non funzionava diceva che il vino che mi avevano fornito probabilmente non era abbastanza costoso (nei crediti dei film più recenti di Miyazaki ogni persona è rappresentata da un’icona – la mia è/era una bottiglia di vino).

In Si Alza il Vento, le scene di Castorp sono con Jiro, che è stato doppiato da Hideaki Anno. Eri nelle stesse sessioni di registrazioni di Anno?

No, è una persona a volta. Ma tutti lì avevano l’incredibile Kimura-san con loro che li aiutava.

Quando Si Alza il Vento è stato doppiato in inglese, il “tuo” personaggio è stato doppiato dal grande regista tedesco Werner Herzog. Hai qualche commento a riguardo, e hai mai avuto la possibilità di incontrarlo?

Sfortunatamente no. Mi è stato chiesto di interpretare Castorp in lingua inglese ma ho rifiutato. In giapponese Miyazaki stava cercando un qualcosa che pensava avesse la mia voce. Ma non supervisionava le versioni inglesi e pensavo che sarei stato una brutta scelta. Pensavo dovesse essere Christoph Waltz.

Nel Capitolo 5, hai descritto come Joe Hisaishi ha creato una colonna sonora espansa per Laputa – Castello nel Cielo per il doppiaggio Disney. Hai detto che Miyazaki si è opposto a questa colonna sonora. Tuttavia il doppiaggio Disney in lingua inglese per Laputa – Castello nel Cielo presenta comunque una colonna sonora molto espansa da Hisaishi. Più tardi Miyazaki ha cambiato idea, o c’era qualche altra ragione per cui la colonna sonora ha fatto parte del doppiaggio?

Temo di non saperlo. Potrebbe essere qualcosa che è successo dopo il mio ritiro.

La mia ultima domanda si concentra sulla prima frase della tua introduzione. Dici, “Lo Studio Ghibli è stato per più di tre decadi il più noto e affermato creatore giapponese di lungometraggi animati prodotti a mano”. Il tuo uso di “era” indica che pensi che il periodo dello Studio Ghibli sia ormai concluso?

Il mio uso di “era” non indica affatto che io creda che il periodo dello Studio Ghibli sia ormai concluso. Mi sorprende che qualcuno lo pensi. Nessuno è più impaziente di How Do You Live? rispetto a me, e a quelli successivi che sono ancora in fase di progettazione.

Fonte: ANN

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jacky098

Guardo anime, leggo manga e light novel. È nata la passione di guardare gli anime da bambino quando venivano trasmessi in televisione. Sono un amante di Pokémon, adoro discutere con gli altri sulle cose che mi piacciono e me la cavo abbastanza con la grafica. I miei anime preferiti sono Re:Zero, Monogatari Series, Marzo da Leoni e Banana Fish. Lista anime visti: https://myanimelist.net/animelist/JackyScotty

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